I pricipali sanitizzanti e disinfettanti

I detergenti sanitizzanti e/o disinfettanti più conosciuti e diffusi sono a base di:

 

1 - Cloro Attivo
2 - Sali quaternari di ammonio
3 - Iodofori
4 - Perossidi
5 - Alcoli


Diamo una breve descrizione delle caratteristiche di questi sanitizzanti:

 

CLORO ATTIVO
I sanitizzanti a base Cloro uniscono alle proprietà battericide e viricide un elevato potere proteolitico (capacità rottura delle proteine) e non inducono fenomeni di resistenza della flora batterica

- Attivo su batteri e miceti, ottimo su brucelle;

- Tossico, irritante, corrosivo, odore penetrante;

- Non attivo sullo sporco;

- Stabile nelle confezioni originali, instabile nelle concentrazioni d'uso (circa 7 giorni).

 

SALI QUATERNARI D'AMMONIO

Sono privi di effetti negativi quali tossicità, causticità, corrosività, tanto da poter essere impiegati in presenza di animali senza particolari precauzioni sulle superfici. Sono dotati di forte potere bagnante, grazie al quale penetrano facilmente nelle crepe e nelle rugosità delle superfici trattate, e, dopo l'asciugatura, lasciano un sottile film batterio-repellente. Il potere disinfettante dei quaternari d'ammonio viene fortemente inibito dalla sporcizia, dalla presenza di detergenti anionici o di saponi, dagli ambienti acidi, dall'acqua ad elevato grado di durezza. Se non correttamente usati inducono fenomeni di resistenza da parte della flora batterica. L'ambito operativo d'elezione dei quaternari d'ammonio è nella disinfezione delle sale di mungitura e nel lavaggio delle attrezzature d'allevamento al termine di un ciclo produttivo non caratterizzato da patologie specifiche.; Risultano invece inefficaci negli allevamenti con episodi di brucellosi, di tubercolosi, di malattie virali, a causa non solo della scarsa attività specifica dei quaternari sugli agenti infettanti in causa, ma anche delle condizioni di sporcizia generale che caratterizzano gli allevamenti.

 

IODOFORI

Sono composti dello iodio coniugato a prodotti tensioattivi non ionici.

- Attivi su batteri e virus non attivi sui miceti;

- Non tossici, non corrosivi, odore penetrante;

- Non agiscono in ambienti sporchi;

- Instabili in diluizione d'uso (poche ore);

- Molto impiegati nella disinfezione dei capezzoli nella profilassi delle mastiti;

- Uso: 1-2% del principio attivo (iodio).

 

PEROSSIDI

L’acqua ossigenata (perossido di idrogeno) è uno sbiancante, è considerata un disinfettante efficace e sicuro, ma è meno efficiente ed uccide meno microrganismi dell’Ipoclorito. Uccide i microrganismi tramite ossidazione e cioè con una specie di combustione controllata. L’acqua ossigenata genera perossidrili liberi che attaccano le molecole biologiche ossidandole e quando viene a contatto con la materia organica (microrganismi, proteine) si divide in ossigeno e acqua. La sua efficienza viene largamente influenzata dal pH della soluzione di lavaggio e da alcune impurità o enzimi che possono essere presenti.

- L’ulteriore aggiunta di un tensioattivo alla soluzione di acqua ossigenata ne aumenta le proprietà bagnanti (penetra meglio nello sporco e negli interstizi della superficie da disinfettare) quindi ne incrementa l’efficienza disinfettante.

- Non lascia residui perché si trasforma in ossigeno e acqua, quindi non esiste il problema della risciacquabilità

- Il prodotto è un forte ossidante ed è incompatibile con alcune superfici. Nel caso in cui venga utilizzato su metalli è opportuno risciacquare abbondantemente dopo la disinfezione.

- L’ossigeno attivo dell’acqua ossigenata può essere disattivato dalla catalasi (è un enzima contenuto nelle carni e in modo particolare nel fegato) e dai metalli in tracce (ferro e rame in particolare). Per cui è sconsigliata la sanitizzazione di superfici sulle quali è stata trattata la carne: il sangue e residui di carne potrebbero disattivare l’acqua ossigenata prima che sia stata ottenuta la disinfezione.

 

ALCOLI

Si parla generlamente di Alcool Isopropilico e Alcool Etilico.

Alcol Isopropilico: az. antimicrobica più spiccata rispetto all’etilico, concentrato al 70% è un eccellente ed economica scelta per le superfici di lavoro, la strumentazione e le mani.

Alcool Etilico, puro è un liquido incolore, volatile, altamente infiammabile, che forma con l’acqua una miscela costituita dal 95,57% in peso di alcool e dal 4,43% da acqua. Associato a Clorexidina, iodio e derivati, ne aumenta notevolmente l’attività e la capacità di penetrazione.

Hanno un discreto potere disinfettante se usati per immersione, mentre risultano completamente inattivi per strofinamento a causa della loro alta volatilità. Si usano prevalentemente per la disinfezione delle mani;

- Le miscele in cui l’alcool ha concentrazioni inferiori al 59% in peso hanno scarsa efficacia disinfettante;

- Dotati di elevato potere detergente e solvente;

- Spettro d’azione: Gram pos: +++, Gram neg: +++, Micobatteri: +-, Miceti: ++, Virus liofili: ++, Virus non liofili: +-, Spore:

- Sono poco efficaci sui microrganismi essiccati su superfici;

- La presenza di materiale organico riduce l’attività dell’alcool;

- Danneggiano la gomma e alcune plastiche dopo uso continuo e ripetuto;

- Alcune plastiche, come l’HDPE, sono resistenti all’alcool, così come i metalli e il vetro;

- Evaporano con rapidità.