Come si classifica l'acqua e cosa comporta un'ACQUA più o meno DURA?

 

A seconda della sua origine, l’acqua contiene percentuali di minerali più o meno alte. Di questi minerali che costituiscono la durezza totale, spesso le problematiche maggiori derivano dalla durezza dei Carbonati, che è costituita essenzialmente da Calcio e Magnesio. Si tratta delle sostanze che in molte applicazioni industriali (caldaie, scambiatori di calore, circuiti di riscaldamento e raffreddamento) ed anche a livello domestico (rubinetti, doccia, macchina del caffè, ferro da stiro) provocano depositi e incrostazioni.

 

Tale durezza carbonati, che si misura in °F (gradi francesi) è quella che comunemente determina, l'acqua dura, cioè che contiene molto calcare.

 

Ci sono diverse gamme di durezza che vengono così misurate:

 

» Gamma di durezza 1 = 0 – 7 °F (acqua dolce)
» Gamma di durezza 2 = 8 – 14 °F (acqua media)
» Gamma di durezza 3 = 15 – 21 °F (acqua dura)
» Gamma di durezza 4 = più di 21 °F (acqua molto dura)

 Durezza dell'acqua in Italia

* Mappa della Durezza dell'Acqua in Italia

 

La durezza dell’acqua è importante perché incide notevolmente sull’efficienza di un detersivo, poiché una parte di esso viene più o meno “speso” per contrastare i minerali contenuti nell’acqua, diminuendo così proporzionalmente la parte dedicata alla vera detergenza. Questo è un effetto che va tenuto molto presente quando si parla di detergenti per LAVASTOVIGLIE e per LAVANDERIA. In caso di acque dure, occorrerà quindi aumentare proporzionalmente le dosi di prodotto o aggiungere, alle formulazioni, dei componenti specifici che ne contrastino la durezza, lasciando la parte detergente libera di svolgere la sua funzione. Con acqua dura o molto dura, serve fino al 100% e più di detersivo, per poter lavare lo stesso oggetto o biancheria o altro.

Inoltre ricordiamo, che con l'acqua dura, si consuma molta più energia, dato che ogni millimetro di deposito di calcare significa un maggiore consumo energetico, fino al 30% in più (p. es. nel boiler).

 

Consumi dovuti al calcare

  

 Altro effetto della presenza di minerali nell’acqua (soprattutto calcio e magnesio), sono i residui che questa lascia sulle superfici asciugandosi. Questi infatti, creando incrostazioni sulle superfici, porteranno:

 

  • A renderle opache
  • A renderle ruvide
  • A renderle ricettive per lo sporco

 

L’opacizzazione sarà particolarmente evidente sui vetri e sugli specchi, ma inciderà anche sensibilmente su tutte quelle superfici che dovrebbero per natura essere brillanti, quali acciai inox, ceramiche, cromature, pavimenti particolarmente lucidi, ecc.

L’effetto del ruvido avrà poi un’altra conseguenza che è quella di facilitare l’ancoraggio dello sporco, soprattutto di origine oleosa o grassa, fungendo quasi da spugna e rendendone così estremamente difficile la conseguente rimozione.

In questi casi occorrerà rimuovere questi residui tramite l’uso di prodotti a base acida, che li scioglieranno.  Data la natura aggressiva di tali prodotti, è però importante che questi abbiano delle formulazioni che tengano conto anche delle superfici su cui vengono applicati, per evitare di arrecare danni alle stesse.